venerdì 18 dicembre 2015

Come riconoscere il pettirosso

Non so a voi, ma a me la vista di un pettirosso fa subito venire in mente il Natale, più che l’idea delle renne della famosa slitta! Sarà perché quella piccola macchia arancione spicca in mezzo alla neve, sarà perché il pettirosso arriva a dicembre nei nostri giardini… E poi gli uccellini che saltellano in cerca di briciole mettono un po’ di allegria e di natura nelle nostre vite sempre più tecnologiche.

pettirosso - pixabay.com
E allora, visto che Natale è alle porte ( mi raccomando: menù vegetariano eh? Che sia un Buon Natale anche per i nostri parenti più lontani…ricordate che il vostro arrosto non uccide soltanto il vitellino, affama anche il terzo mondo provocando la morte di tanti bambini, ma di questo parleremo in un prossimo post) dicevo, visto che Natale è alle porte e i pettirossi sono già arrivati, vediamoli più da vicino.

Il pettirosso ( Erithacus rubecula) è un  piccolo uccello della famiglia dei turdidi, terricolo e molto confidenziale, con una grande capacità di adattamento. I pettirossi vivono infatti in tutta l ‘Europa, sia nei boschi di latifoglie che di conifere. I pettirossi che vivono in centro europa sono parzialmente migratori, mentre quelli più meridionali sono sedentari e compiono solo brevi migrazioni verticali dalla montagna alla pianura.

Il pettirosso ha un piumaggio bruno - oliva con la fronte, la gola e la parte superiore del petto di un bel rosso - arancione molto vivace e il ventre biancastro; ha grandi occhi bruno - scuri, becco  scuro, zampe marroncine e può raggiungere la lunghezza di 14 cm, il peso di 16g e un’apertura alare di 22 cm. I sessi snono simili. Gli individui giovani non hanno la macchia arancione e sono di un colore marrone scuro a scaglie.

La postura a terra è piuttosto eretta, l’aspetto è tarchiatello, paffuto e “senza collo”.
Il pettirosso si ciba di insetti, bacche e piccoli frutti. In inverno non disdegna le mangiatoie, prediligendo le briciole di dolci. Quindi pensateci, quando dovrete scuotere la tovaglia con i resti del pandoro!


Costruisce il nido nei cespugli, nelle cavità dei tronchi, tra le rocce o gli ammassi di rami, formando una coppetta di foglie, steli e peli.
Il periodo riproduttivo è tra marzo e luglio. Durante il periodo degli amori, il maschio cerca di ottenere i favori della femmina con uno speciale canto nuziale, simile a un sottile sussurrio. Contemporaneamente arruffa le piume del capo e della gola. Se la femmina accetta la corte, risponde nello stesso modo.  La femmina depone da 4 a 6 uova bianco – azzurrate, picchiettate di marroncino. Le cova per circa 14 giorni. I pulcini sono nidicoli, alimentati dai genitori e il loro tempo di permanenza nel nido è di circa 15 giorni.

Il pettirosso canta anche nei periodi non riproduttivi. Un canto sottile, modulato, gorgheggiato, quasi malinconico ed articolato in frasi distinguibili, emesso di preferenza da un posto sopraelevato.

Il suo volo è basso, ondulato e con battiti veloci.

Il pettirosso occupa la nicchia tropica degli insettivori. Il becco del pettirosso è sottile ed allungato, per prendere gli insetti dal terreno, a differenza di quello ad esempio della rondine, che è corto e molto largo, per catturare gli insetti in volo.

Il nome scientifico Erithacus rutecula significa “ uccellino rosso solitario”. Il pettirosso è infatti un uccellino fortemente territoriale, che vive solo per tutto l’anno, eccetto nel periodo riproduttivo. Sia il suo richiamo che la macchia rossa sul petto servono a segnalare agli altri pettirossi la sua presenza. Se un individuo invade il territorio di un altro viene brutalmente scacciato.  Nonostante la mole ridotta, infatti il nostro uccellino nasconde un’indole aggressiva.

Curiosità.
Si dice che Chopin abbia imitato il suo canto melodioso nel tema principale della “Grande polonaise brillante”.

Una leggenda narra che la macchia sul petto derivi da una goccia del sangue di Cristo sulla croce, perché il piccolo uccellino si era avvicinato ed aveva cercato di strappare le spine dalla fronte di quell’uomo sofferente.

Cassette per il nido:
Il pettirosso non disdegna le cassette di nidificazione poste per lui, sempre che abbiano determinate caratteristiche:
Caratteristiche costruttive
Foro d'ingresso: 11x11 cm
Altezza del foro: 8 cm
Dimensioni interne: 11x15 cm
Peso: circa 1,5 kg
Altezza di installazione da terra: da 50cm a 1mt
Esposizione: ombreggiata, riparata e nascosta
Periodo di installazione: autunno-inverno
Materiali usati: legno di abete trattato esternamente con impregnante atossico

Dovrete però avere cura di sistemare la vostra casetta artificiale ben nascosta e in modo che non si riempia d’acqua in caso di pioggia. E poi aspettare con pazienza….
L’inverno è anche il momento in cui, se vogliamo aiutare i nostri amici uccellini, si può approntare una piccola mangiatoia. Anche qui, ricordiamoci di sistemarla in modo che non sia accessibile a qualche micio, nostro o di passaggio…se cercate un po’ su internet troverete sicuramente tutto il necessario per costruirne una artigianalmente, mentre sul sito della lipu potrete acquistarle, aiutando al contempo l’associazione con la vostra donazione.
pettirosso su mangiatoia - pixabay.com


Comunque, se siete più volenterosi vi invito a leggere questo articolo di AgireOra, in cui viene anche fornita una ricetta per un goloso tortino da offrire ai nostri amici.

[AgireOra] [NOTIZIA] Diamo cibo agli uccelli selvatici
20 dicembre 2011
Vista la stagione, raccomandiamo la lettura e la diffusione di questo
articolo, nonché ovviamente la messa in pratica dei consigli che contiene:
Diamo cibo agli uccelli selvatici
Consigli su come preparare delle "tortine" nutrienti per il periodo
invernale.


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